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CENA COI CACCIATORI … SENZA CACCIAGIONE !!

novembre 30, 2011

DOMENICA, 20 MARZO 2011

VINI BIANCHI COL PESCE SUPERLATIVO
18  
MARZO 2011

Beato me sono stato invitato nuovamente ad una cena con gli amici cacciatori. Stavolta però avevano deciso di fare un menù di pesce, quindi abbiamo cambiato anche la tipologia del vino. Dal classico vino rosso di statura, siamo passati a bianchi di qualità.

Ecco qui l’elenco, nell’ordine di apertura (nella foto manca il Moscato finale):bianchi pesce cacciatori
Müller Thurgau Quaron 2009 Borgo Dei Posseri
Pouilly Fuissè Clos de France 2006 (Chardonnay)
Chablis Emile Durand del 2009 (Chardonnay)
Chablis Saint Pierre – Albert Pic 2007 (Chardonnay)
Sauvignon Premstaler Kellerei Kaltern 2007
Timorasso Sterpi (Derthona) 2008
Planeta Cometa 2007 (Fiano-Bianco di Sicilia)
Sanvigilio Moscato Giallo 2006 – CàVit.

Eravamo in 8 e le abbiamo bevute tutte, aprendo la successiva quando la precedente era terminata. La successione è stata fatta tenendo conto della gradazione alcolica ma strada facendo (ed alcol crescendo) questo criterio forse si è perso.
Lungo la serata la degustazione ha perso in lucidità. Tuttavia questa non era una serata di degustazione, del resto questo stesso blog descrive le bottiglie che ho bevuto nelle più diverse occasioni e non racconta solo degustazioni: anche perchè la Fibess non è mica l’AIS, per dire … inoltre la Fibess non c’entra nulla in questa serata, per quanto fossero presenti tre autorevoli membri… ma non divaghiamo!
La vera protagonista di questa serata è stata in realtà la cena, come sempre effettivamente càpita in queste cene “dei cacciatori”: il vino, per quanto buono fa da contorno e quindi eccependo alla regola,  mi riservo di parlare brevemente anche delle portate.
Dunque, il primo vino è stato aperto in qaunto faceva solo 12,5 gradi.
Un Müller Thurgau senza infamia e senza lode. Ha avuto la fortuna di salvarsi solo perchè è stato aperto per primo. Fresco e con qualche noterella di pompelmo, tipico descrittore di questa varietà, non ha sfigurato nelle chiacchiere precedenti alla cena man mano che aspettavamo gli utlimi invitati. Nulla più: i vini successivi lo hanno letteralmente sovrastato “in maniera disumana” e ne resterà memoria solo perchè è comparso prima: insomma un vino buono giusto come aperitivo.
Il secondo vino aperto era il Pouilly Fuissè Clos de France 2006. Un vino superlativo che ha stregato tutti; si merita un post a parte e dunque mi riservo quindi di scriverlo successivamente a questo.
Il terzo vino uno Chablis Emile Durand del 2009.
Vino molto più giovane rispetto agli altri. Un peccato, sotto certi aspetti, perchè lo Chablis sarebbe un vino che regge tranquillamente anche 10 anni di invecchiamento: diciamo che questo è stato bevuto ancora mentre era in fasce. La guida dei vini di Robinson e Johson dice, a proposito dello chablis, che è un vino per il quale per dare una definizione bisogna scervellarsi. Ed in effetti è proprio così. Va detto subito che questo è apparso come un vino ottimo, con note minerali e di fieno, ma ancora molto fresco e beverino. Diciamo che ha continuato molto degnamente dopo il superlativo Puilly, ed ha introdotto da par suo il secondo Chablis Saint Pierre – Albert Pic 2007 che ha veramente lasciato,come del resto il precedente, a bocca aperta: un vino con sapori di un agrumato morbido, una specie di melograno, ma anche con sentori minerali di pietra focaia, bello sapido e largo in bocca, senza essere nè stucchevole nè molle. Fra l’altro un vino lunghissimo che permaneva in bocca in maniera estremamente felice.
Dopo i francesi un Sauvignon Blanc Premstaler del 2007 della Cantina di Caldaro: un vino, il sauvignon, fatto apposta per dividere: a qualcuno è piaciuto moltissimo, ad altri come me un po’ meno: è un vino aromatico dai sapori molto marcati e caratteristici: in questo caso i sentori di peperone ed ortica erano abbastanza attenuati e nascosti in note più morbide e dolci che mi hanno lasciato perplesso: ma devo essere onesto, si trattava di un buon vino, forse penalizzato nella mia testa dal ricordo di altri sauvignon che mi ricordavo migliori. Tuttavia un vino che sarebbe un’ingiustizia considerare male.
Di seguito il Timorasso Sterpi del 2008: in una serata dai toni tenuemente nazionalistici, era pur sempre il 18 marzo, giorno dopo del 150° genetliaco dell’Italia; un vino piemontese era il minimo che ci si poteva aspettare: ragguardevole grado alcolico (14 gradi) superiore quindi ai vini francesi, con una morbidezza data dall’alcolicità in un bellissimo giallo oro. Un vino molto equilibrato e rotondo. Le papille gustative erano ormai agonizzanti, ma mi ricordo soprattutto la placidità e la rotondità di questo vino che per il mio vicino è stato anche forse il migliore della serata.
A chiudere, prima dei dolci, un Planeta Cometa del 2007 in retroetichetta Fiano-Bianco di Sicilia. Un vino dai profumi di zucchero caramellato, banana e miele: al naso davvero sentori simili a quelli di un vino dolce. In bocca invece no, bello sapido e di nerbo, giusto per tenere testa a lingue ormai indebolite ed a cervelli mezzo galleggianti nell’alcol.
A chiudere un San Vigilio Moscato Giallo del 2006 della CàVit, vino dall’inconfondibile sapore di moscato
dolce e liquoroso perfetto per accompagnare la torta.
Che dire in conclusione: stasera ho bevuto alcuni dei vini migliori della mia vita. Il Timorasso ha retto l’urto delle bottiglie francesi con una superiorità piemontese da ricordare. Resta il fatto che la Francia in fatto di vini la sa più lunga di noi. I vini meno considerati pagano lo  scotto di essere entrati un un girone di ferro, per usare una terminologia sportiva.
Per le portate, queste sì di assoluto pregio, mi riservo di fare un passaggio nel blog del mitico Pouilly Fuissè.

Viva l’Italia

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 21:42 | link | commenti (2)

2 commenti leave one →
  1. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:09 am

    In un momento dove si vendono solo vini bianchi ” ultra” acidi e non passati in legno è un sollievo vedere che c’è ancora gente che beve con la sua testa. Bravo . ciao Gian Paolo ottimi vini veramente

  2. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:09 am

    Però mi hai fatto pensare: dove sta scritto che siccome si vendono bianchi acidissimi dobbiamo per forza prenderli: w il bere libero!
    Grazie Gian Paolo
    ciao, PO

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