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BLAUBURGUNDER STACHLBURG

novembre 30, 2011

MERCOLEDÌ, 03 FEBBRAIO 2010

STACHLBURG, IL MIGLIORE

Il bello del vino è che ognuno può dire la sua. E chi ha un blog può dirla a tutti, anche se poi finisce che chi guarda il blog mi conosce direttamente e sa già cosa penso “di prima mano”.
Ma, c’è un ma. C’è sempre la speranza che diventi un blog frequentatissimo e che la gente faccia la coda per guardarlo. Ma non è di questo che volevo parlare nel mio post sul pinot nero Stachlburg.
La prima volta che l’ho bevuto è stato per caso alla degustazione dei pinot neri di Egna (BZ). Ne avevo assaggiati già tanti, poi ho assaggiato questo e mi sembrava in effetti migliore dei simili. Infatti … aveva anche vinto quell’edizione.
Casualmente ne avevo una bottiglia, regalatami per caso, stessa annata di quello di Egna, ed effettivamente era buonissimo come mi sembrava la prima volta: sapete, ad una degustazione di vini se non si sta attenti dopo un po’ il gusto si attenua e aumenta la voglia di socializzare, chissà perchè…
Insomma poi per caso ho trovato un’enoteca che lo vende, e ne ho preso in altre occasioni.
E’ biologico, cosa che secondo me per il vino non è una cosa proprio dererminante anche perchè non si sa ancora cosa vuol dire, secondo me è il migliore di tutti. Secondo Andrea Scanzi ( http://elogiodellinvecchiamento.splinder.com/ ) è più buono quello di Gottardi, ma si sbaglia.
A parte che si può bere abbastanza fresco -è pur sempre un grande vino il pinot nero, a dispetto del colore scarico non è un vinello e può invecchiare una decina d’anni, anche più se si vuole- ha il sapore inconfondibile del pinot nero (di pollaio, dice qualcuno, ma si sbaglia evidentemente) ed i profumi della frutta di sottobosco, fragoline, more; se lo lasci invecchiare vengono fuori anche le note terziarie di vaniglia.
Ma lo Stachlburg non è come i pinot neri normali. Assomiglia innanzitutto davvero molto ad un Borgogna francese, ed il primo colpo di naso per ogni bottiglia è indimenticabile. Poi si va avanti e si vorrebbe che non finisse mai.
Invece finisce, ma non c’è da preoccuparsi, si può sempre continuare: ad esempio con un amarone…

Un saluto dal vostro primo oratore.

Postato da: arneis a 20:45 | link | commenti 

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