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IL MARCHESE BUONO

novembre 30, 2011

DOMENICA, 24 OTTOBRE 2010

SAN LEONARDO E VILLA GRESTI
ALDENO 24 OTTOBRE 2010

Quale manifestazione collaterale alla mostra dei Merlot d’Italia che si tiene ad Aldeno (Trento) da ormai 11 anni, (www.mondomerlot.it), è stata organizzata una fantastica degustazione verticale a cura della Confraternita della Vite e del Vino di trento (un grazie al Gran maestro Enzo Merz), dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino  e dell’Associazione Italiana Sommelier.
L’invitato d’onore era il Marchese Carlo Gurrieri Gonzaga, produttore di uno dei maggiori vini rossi trentini, il San Leonardo.

Ma andiamo con ordine.
Apppuntamento alle 10.00 di domenica mattina ad Aldeno, una sala piuttosto piccola riempita di ospiti.
Vengono presentati due vini, il Villa Gresti, un merlot in “purezza” anche se contiene una piccola percentuale di Carmenére nelle annualità del 2005, 2004 e 2003, e il San Leonardo, nei millesimi del 1999, 2001, 2003, 2004 e 2005.

La cosa veramente interessante della mattina è la favolosa capacità del Marchese di affabulare gli invitati. E’ un signore di grossa esperienza, nel mondo del vino da sempre e sembra aver raggiunto la gioia consapevole di saper far bene il suo mestiere. Parla del suo vino in maniera competente e disincantata, ma senza svolazzi e superfetazioni. E’ paradigmatico il suo consenso sulla inopportunità del linguaggio troppo bizantino che alcuni sommeliers utilizzano per magnificare il vino in assaggio, pur riconoscendo l’importanza del lavoro di questi professionisti.

Dunque, la degustazione incomincia con i tre vini della Villa Gresti. Tre merlot buoni. Se non ho capito male, il Marchese considera il 10 % di Carmenere aggiunto al merlot un po’ il segno distintivo del suo blasonato vino.
Il 2005 è un vino in bilico fra l’essere appena appena pronto e l’inizio della bevibilità. Insomma mi sembra ancora chiuso, nella mezz’oretta in cui sta nel bicchiere si apre un pochino, ma si sente che è un peccato berlo e che abbisogna di tempo.
Il 2004 è un vino spigoloso e scontroso, i tannini sono ancora scalpitanti, ma tutt’altro che disprezzabile. Questo vino è già buono, con i sentori di bacche rosse della famiglia delle ciliegie sotto spirito.
Il 2003 è il più aromatico e il più rotondo. Il naso è pulitissimo e molto avvolgente con i sentori di prugna cotta: del resto il 2003 è stata un’annata memorabile per siccità, e questo si riflette in un vino dalla struttura e dai ricordi caramellatosi di certi vini del sud.

Dopo un bel po’ di gradevoli chiacchiere, qualche divagazione sulla vocazione del Trentino (produttore di rossi? di bianchi? di spumanti? di tutto?) un tantino impropria visti i vini in attesa, e dopo qualche spiegazione, più appropriata, della filosofia della cantina, una filosofia che condivido pienamente: questi decidono che il vino si fa in campagna e che in cantina si fa il meno possibile, il vino non viene filtrato se non per quella quota minima volta ad impedire che nel vino entri ciò che non deve, insomma dopo un po’ viene il momento della sua maestà il San Leonardo.

Vengono versati in 5 bicchieri il 2005, il 2004, il 2003, il 2001 e il 1999.
In corso di degustazione faccio un breve intervento che riporto anche qui per chiarire ciò che penso di questi vini.
Essi sono come 5 fratelli uno dei quali però ha preso i cromosomi dello “zio matto”. I connotati sono molto simili, e si sente che tutti stanno percorrendo la stessa linea di sviluppo; il 1999 è una poesia di vino, innanzitutto ha una caratteristica strana: sembra allo stesso tempo pronto eppure in grado di reggere ancora per anni ed anni. Mostra profumi compostissimi ed ordinatissimi ma non erbacei, bensì “dolci”. Fa impressione pensare che 11 anni fa abbiano saputo fare un vino, con le idee di allora evidentemente, che aperto oggi sia proprio quella tipologia di vino che si desidera bere adesso. Ovviamente profumi con prevalenza di composta di frutta, ma non stucchevole come la marmellata del Villa Gresti 2003, bensì gradevole. Gli aromi sono anch’essi di forte linearità. Fuoriescono i profumi terziari, con qualche sentore, ma appena appena, di spezie dolci, o forse di tabacco/cioccolato. Ma quello che sorprende è questo sottofondo continuo di tannini morbidi, non aggressivi e nemmeno sovrabbondanti: non un vino “da mangiare” dunque, ma un vino corposo al punto giusto.
Tutti questi caratteri, in misura progressivamente minore sono presenti anche nel 2001, nel 2003 (che io alla fine ho preferito) e nel 2005, ancora acerbo e ben lungi dall’essere anche solo lontanamente pronto. Il colore, per tutti, è quello solito del bordolese: rosso rubino intenso, bello senza essere spettacolare, è forse l’unico difetto del taglio bordolese; naturalmente  più invecchia e più vira verso l’arancione, ma comunque senza mai eccedere.
Il 2004 invece, come ho detto in sede di degustazione, sembra un po’ il fratello diverso, quello che ha preso qualcosa “di quello zio un po’ strano ed un po’ geniale, che si differenzia dagli altri”.
Analogamente al 2004 Villa Gresti, evidentemente qualcosa deve c’entrare l’annata, è più selvaggio dei suoi “fratelli”.
I tannini graffiano ancora, in bocca è ancora abbastanza disarmonico e spigoloso, ma si intravvede il vino che potrà evolversi bene, probabilmente anche meglio di tutti gli altri 4 vini nel bicchiere.

Non vorrei dare l’impressione di scarrellare, poi personalmente non conosco il Marchese che è comparso a presentare il proprio vino, tuttavia alla fine della degustazione non so se ho apprezzato di più i vini, che erano assolutamente fuori dal comune, o i racconti, le storie e gli aneddoti che il proprietario ha raccontato.
Veramente gradevoli: è evidente sempre di più che il vino esprime molto della personalità e della cultura di chi lo fa.

Credo che possa bastare.
Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 20:59 | link | commenti (1)

One Comment leave one →
  1. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 6:48 am

    Ieri alla degustazione dei Tre Bicchieri che si è svolta a Milano, al banco di un produttore veneto, mi sono sentita dire che il cabernet sauvignon è l’unico vitigno che è bevibile anche giovane………..poi ne ho sentite altre che preferirei non scrivere, però puoi chiedermele!!!! ahahahah
    ciao, annina

    P.S.: Come posso fare per non apparire utente anomino nei commenti sebbene io mi firmi? :-))) Grazieeeeeeeee!!!!

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