Skip to content

IN ITALIA NON SI PUO’

novembre 30, 2011

DOMENICA, 16 OTTOBRE 2011

CARMENERE CILENO

Qualche giorno addietro mi è capitato di bere un vino cileno, il Carmenere.
In Italia “la Carmenère è stata iscritta al nostro Catalogo nazionale delle varietà, ma nessuna Provincia l’ha chiesta come vitigno autorizzato e pertanto, non può essere coltivata con il suo nome o utilizzata per indicare il vino Carmenère in etichetta, nè per una IGT nè per una DOC o DOCG”: ho trovato questa precisazione su molti siti che riguardano il carmenere e la cosa mi ha fatto piangere e ridere , in senso figurato naturalmente.
Mi ha fatto ridere perchè la trovata è in sè divertente:
leggendo semplicemente quanto sta scritto sembrerebbe dunque che questo vino in Italia non si possa produrre. Ma l’Italia è evidentemente la patria delle trovate intelligenti, ed infatti chi ha voluto produrre il Carmenere ha trovato il modo ed ha prodotto un vino che non si chiama Carmenere, ma … Carmenero (con la o). Il produttore è la cantina Cà del Boscohttp://www.cadelbosco.it/it/#/carmenero.
Dunque qui in Italia il Carmenero sembra più una curiosità anzichè un vino “vero”: non lo fa nessuno in purezza, è un vitigno coltivato poco e spesso è stato confuso col cabernet franc: il che significa che, magari per sbaglio, forse potrei averne bevuto per l’inconsapevolezza dei produttori.
Insomma, se non ho capito male, il Carmenere in purezza si puo’ fare purchè non sia chiamato con il nome Carmenere: dunque la legge non vieta di farlo, ma solo di nominarlo. Verrebbe da dire forse “fatta la legge trovato l’inganno”. o no? Lo chiamiamo Carmenero e siamo tutti contenti, compresa la patria del diritto. Naturalmente non ho nulla contro chi lo fa,  anzi mi sono simpatici per questa genialata a cui io non sarei arrivato, ed infatti scrivo un blog da dilettante anzichè farmi ricco col vino.
Da ultimo peraltro il Carmenere con la e è stato riconosciuto e quindi tutto sembra essere oggi in salvo e buonanotte. Chi volesse capire di più rispetto a questo contorcimento c he ho scritto io  può leggere qui:http://www.marcadoc.it/gustare/malanotte-e-carmenere-due-nuove-tipologie-per-la-doc-piave.htm

Mi ha fatto piangere il fatto che il sistema delle DOC o delle DOCG non ha davvero nessuna significanza. Infatti questo Carmenero, fatta una rapida ricerca su internet, anche quando era in vigore il vecchio regime del divieto, veniva (e viene tutt’ora) venduto dai 37 € in su. Altro che DOCG. Ma non è l’unico caso. Non sto ad elencarli, tanto sono noti a tutti, ma la storia del vino in Italia è contrassegnata da produttori che non stanno nel disciplinare e producono super vini “da tavola”, cioè senza denominazione o talvolta nemmeno senza IGT. Nessun legame fra DOC e Prezzo, nessun legame fra DOC e qualità. Andiamo bene…

Ma 37 € non ho voglia di spenderli per curiosità, dunque questo carmenere cileno è andato benissimo alla bisogna.
Difficile dire il prezzo non essendo un vino che ho acquistato io, ma credo che la bottiglia sarà costata fra i 10 e i 15 €.
Un vino effettivamente molto simile ai cabernet. Colore rosso granato molto scuro, così scuro che anche il vino sembra molto denso. Poi in realtà è scorrevole e va giù bene. I sapori sono abbastanza terrosi e forti, il vino è marmellatoso senza esagerare e tannico. Vino di nerbo, salato e solido, ha accompagnato benissimo una superpasta condita con 1000 cose: è la pasta “posillipo” cioè fatta con quello che c’è nel frigorifero. Naturalmente è una pastasciutta buona e saporita ed il vino è stato un degno accompagnatore.
Dunque bene questo Carmenere, con la e, e per quello con la o, alla prossima… se abbassano il prezzo magari meglio.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 20:03 | link | commenti (4)

4 commenti leave one →
  1. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:16 am

    17 Ottobre 2011 – 20:34

    ciao giorgio,
    meno male che qualcuno comincia a scrivere del carménère.
    ne avevamo anche noi mezzo ettaro ed in tutto nord-italia ancora negli anni 70/80 se ordinavi cabernet dal vivaista e non ti proccupavi troppo ti davano del carménère. dà dei vini erbacissimi nelle nostre zone, soltanto in chile, ecc. è più fruttato che erbaceo, poco durevoli nel tempo
    siccome nel veneto c’è o c’era tantissimo e tutti pensavano che fosse cabernet franc, con i vini di questo tipo si associa l’erbaceo che al momento non piace per niente (per questo è quasi estinto da noi).
    per i bevitori quotidiani ormai anziani se non vecchi cmq i cabernet (veri) non piaciono in quanto molto diversi del carménère.
    adesso è difficile spiegare alla gente che per decenni non hanno bevuto cabernet franc ma altro.

    a presto
    armin

  2. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:16 am

    Grazie Armin per la consueta precisione.
    In effetti anche a me è sorto il dubbio di averne già bevuto, magari per sbaglio.
    Inoltre alla degustazione fatta lo scorso anno dei vini San Leonardo come manifestazione parallela alla mostra dei Merlot di Aldeno, il Conte Guerrieri Gonzaga in persona MI SEMBRA (nel senso che non ne ho le prove perchè ho ascoltato il discorso e non l’ho registrato) che dicesse che un minimo di carmenere lo utilizzano anche loro. Solo che non ricordo affatto in quale dei loro vini, cioè il Villa Gresti, il Terre di San Leonardo o sua maestà in persona il San Leonardo.
    In effetti, come dici tu, con la bottiglia cilena anch’io ho avuto questa sensazione di sapori terrosi, che tu giustamente chiami erbacei: in effetti non incontrano più il gusto generale, anche se … sono così facili da sentire anche per assaggiatori inesperti come me.
    Giorgio Cestari PO

  3. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:16 am

    18 Ottobre 2011 – 07:52

    inesperto? ma fammi un piacere! 😉
    il vitigno è sparito o sta sparendo anche perchè i vini non durano tanto quanto i cugini di c. franc e c. sauvignon o merlot.
    certo che gli aromi sono molto univoci, ma di una dimensione sola. certo, si riconoscono subito, ma danno piacere alla lunga?

    cmq al tuo prossimo passaggio in zona ti farò vedere ceppi di carménère vecchi di 60 anni e più poco lontano da casa mia.

    ciao
    armin

  4. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:17 am

    Inesperto si, almeno se guardo certi commenti di degustazione di certi soloni!
    Ti ringrazierei molto di poter vedere le vigne più vecchie di me (di tutti e due!). In novembre sarà il mese giusto, ti chiamerò per accordarci.
    Sull’erbaceo hai ragione: intendevo dire, ma tu avrai capito benissimo, che anche se è vero che al gusto stufano subito, però dà sempre soddisfazione essere certi di riconoscere un sentore in un vino.
    Ciao, Giorgio.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: