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PROVENZA

novembre 30, 2011

MERCOLEDÌ, 20 LUGLIO 2011

DOMAINE DE L’ILLUSOIRE

Questo titolo non ha nulla a che fare con quello che vorrò dirvi in questo post. E’ una semplice associazione fra una foto che ho scelto dal mio viaggio in Provenza e una spettacolare copertina che trovate quihttp://lapassionduvin.com/phorum/read.php?29,272054,272059

La foto riporta, alle mie spalle, il castello di Chateauneuf du Pape.
Chateauneuf illusoire
Arrivando dalla strada che si srotola nella grande e dolce pianura che conduce su quel piccolo colle che è Chateauneuf du Pape, si vede già in lontananza un castello. Ma dalle finestre si intravede il cielo, ed il sospetto che dietro il castello non ci sia nulla è fortissima.
Insomma, questa cosa mi ha ricordato l’etichetta con cui il sito http://www.divo.ch/aveva messo alla berlina chi punta su un’etichetta accattivantissima per nascondere il trucco dei propri scarsi vini.

I vini che ho preso a Chateauneuf du Pape sono tutt’altro che scarsi, anzi. Vini proprio buoni, accattivanti e dall’approccio amichevole che si bevono gradevolmente.
Non solo, ma la Provenza è una zona della Francia che fa ricredere sullo stereotipo che gli Italiani sembrano avere dei Francesi, forse a causa del fatto che l’immagine che tendiamo ad avere è quella dei Parigini, che sono effettivamente dei grandi antipaticoni.
I Provenzali invece si sono mostrati gente tranquilla e gentile, che ti accoglie con un sorriso e fa di tutto per capirti e per aiutarti.

A Chateauneu du Pape sono arrivato seguendo un navigatore Garmin matto che mi ha fatto percorrere stradine secondarie e voleva farmi passare per strade sterrate di campagna. A vedere il bicchiere mezzo pieno, posso dire che in questo modo ho visto da vicino le campagne dove il Grenache (il vino base del Chateauneuf) viene coltivato: in viti ad alberello come qui da noi in Trentino in generale non se ne vedono, viti grosse e probabilmente vecchie, ma lasciate crescere sulle loro forze, in filari liberi e non legati a pergole o spalliere (o almeno così mi è sembrato). Inoltre un terreno sassoso e scabro, in cui è strano anche solo pensare che possa nascere il nettare che ho assaggiato.
Non avendo esperienze dirette e per non affidarmi al caso -cosa che invece a Gigondas ho fatto come vi dirò-  mi sono affidato ai consigli che ho raccolto attraverso internet dal sito di Vinix http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=5388  ed in particolare nei consigli che ho ottenuto da Mike Tommasi, una persona gentile che tuttavia non conosco (per mia sfortuna) personalmente.
Ed in effetti questo Mike mi ha dato un consiglio che si è rivelato prezioso e concreto, e che mi ha aperto la strada ad una bella degustazione in un luogo dedicato al vino e con una bravissima e charmant ragazza francese che parlava italiano. Non ci sarebbe stato bisogno, con il mio inglese mi sarei arrangiato comunque, ma in italiano effettivamente è un’altra cosa.
Ma di questo vi parlerò nel post che scriverò appositamente sulla degustazione alla Vinadea.
Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 22:45 | link | commenti 

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