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UNA SORPRESA TIRA L’ALTRA

novembre 30, 2011

SABATO, 12 MARZO 2011

UN VINO COL TAPPO BLU

Come sapete ogni tanto compero dei vini sotto i 10 € per vedere l’effetto che fa. E ultimo acquisto questo Vignenuove Ottella, scelto sia perchè volevo prendere un vino bianco, e questo è indubitabilmente bianco …🙂 sia perchè mi piaceva tantissimo la bottiglia. La potete vedere quihttp://www.ottella.it/images/files/vignenuove.gif .
Insomma, un giorno che ho avuto l’occasione l’ho aperta, e la prima sorpresa è arrivata dopo aver tirato via la capsula, perchè il tappo è di polietilene (non di silicone, mi raccomando, Armin) ed è di un colore blu scuro molto brillante. Insomma, l’effetto che fa è piuttosto strano perchè ha un forte e gradevole impatto visivo rispetto alla bottiglia che ha una splendida etichetta colorata, ma dà anche una impressione volgare di artificiale molto spinto.
Infatti come colore connesso agli alimentari il colore blu non va per la maggiore: se voi ci pensate, nonostante con i coloranti si potrebbe fare benissimo, le cose blu non fanno parte della tradizione alimentare e salvo qualche scherzoso liquore blu come il Curaçao, non troviamo nè cerchiamo nulla. Ci sarebbe in realtà una pertinente eccezione ma preferisco rinviare ad un post specifico. Torniamo quindi a noi.
Qui dunque hanno scelto il tappo blu per chiudere questa bottiglia di “Ottella, Bianco veronese IGT del 2009” prodotto in San Benedetto in Lugana  Verona.
Il vino è un giallo paglierino in realtà abbastanza pieno, non scarico, bello brillante ed accattivante. Discretamente profumato di fiori bianchi e tenuemente frutta gialla, pesca matura, frutta che si fa sentire anche in bocca doive il vino è bello pastoso, molto morbido e poco acido.
Lascia in bocca una sensazione di dolcezza particolare: l’ho assaggiato più volte in punta di lingua per vedere se per caso non avesse residuo zuccherino, ma debbo dire di no.
Insomma un vino abbastanza comune, non mi è sembrato molto fine e non spicca nei miei ricordi per qualche aspetto principale: non ha insomma quei descrittori supremi come il pompelmo per qualche müller thurgau, o l’ortica (pipì di gatto?- nel sauvignon.
Ma non mi sembra nemmeno un vino beverino e acidulo che va giù che è una meraviglia.
Purtroppo mi pare anche lontanissimo dalla complessità e maestosità dei bianchi strutturati e passati in qualche legno.
Insomma un vino che forse sta fra color che son sospesi senza infamia e senza lode: ma direi che anche scomodare il Sommo Poeta è sbagliato per un vino in fondo semplice come questo non sarebbe giusto.
Prendiamolo dunque per quello che è: un onesto prodotto veneto, forse sbilanciato nel rapporto qualità prezzo. Pagato 9,50 forse ne varrebbe 6?
Saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 10:43 | link | commenti 

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