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VALTELLINA SUPERIORE

novembre 30, 2011

VENERDÌ, 15 APRILE 2011

SASSELLA E I SUOI AMICI
VINITALY 9 APRILE 2011

Le grandi regioni vinicole che conosco meglio, a parte il Trentino dove abito, sono il Piemonte e la Toscana ed il Veneto.
Ma per non fare sempre le stesse cose, stavolta mi sono avventurato nel padiglione della Lombardia, regione che sul piano viticolo conosco appunto poco, a parte qualche vinello bianco della zona del Garda.
E, memore della mia inclinazione per il nebbiolo, ci siamo avvicinati al territorio della Valtellina ad assaggiare i vini Valtellina Superiore nelle varie coniugazioni, cioè sottozona Sassella e le altre, Grumello,VALTELLINA SUPERIORESforzato ed Inferno (nella foto un produttore, Davide Fasolini della Azienda Vitivinicola ValtellinaDiRupi)

Tanto per essere precisini cominciamo col dire che qui il nebbiolo lo chiamano Chiavennasca.
Cosa sia il nebbiolo e quanto sia un vino difficile lo sanno tutti.  Ma anche la zona del Sassella non scherza, alla fine sono “sgrebeni” (=posti scoscesi) difficili e poco ospitali. I vini però stati una sorpresa.

Noi li abbiamo assaggiati in maniera cinofallica in puro stile fibess.
Un Nobili del 2007, minerale e dal buon gusto antico (non tipo rosso antico però)
Plozza, vino fumoso e poco aperto
Triacca, l’unico vino Sassella che avevo già assaggiato qualche anno fa, buono.
Sforzato del 1999  Bollea, o Balgera o Bolgea (?) non riesco a leggere i miei appunti, ma non date la colpa al vino o forse si; intendo dire che non eravamo annebbiati dall’alcol per cui ho scritto male, ma solamente che una macchia violacea copre proprio quella parola che è diventata illeggibile. Comunque un po’ pesantino con un sentore di vaniglia.
Inferno Efesto, Pietra nera, grandissimi profumi ma tannico ed astringente, con un grandissimo e lungo finale.
Caven, un grandissimo ricordo
Grumello Masetti Alberto, nessun ricordo
Dovete sapere che la scelta di questi produttori è stata quella di presentare tutte le bottiglie su un bancone, servite da dei ragazzi, alcuni dei quali poco svegli e per nulla interessati, al punto che alcuni vini ce li siamo versati da soli.
Dopo qualche momento in cui siamo stati abbandonati a noi stessi, ma in buona compagnia delle bottiglie, è comparso un ragazzo intelligente che ha capito di aver a che fare con degli intenditori….
Scherzo ma fino ad un certo punto.
A parte un piccolo moto di rimprovero perchè avevamo bevuto il vino nell’ordine sbagliato, con lo Sforzato prima di molti altri Valtellina superiore, ci ha versato dei vini che non possiamo dimenticare:
Arpepe, veramente uno dei migliori vini assaggiati
poi un Fay superiore Ca Morei, molto ben equilibrato e gradevole.
Quindi ci ha fatto provare una bottiglia dal nome Terrazzi Alti, una etichetta abbastanza strana, come se fosse fatta a mano o da un non professionista, sia nell’annata in commercio, 2008, sia in quella del 2009.
Un vino che ci ha affascinati, al punto che ci siamo fatti presentare il produttore, il signor Siro Buzzetti con cui abbiamo fatto anche una chiacchierata.
Poi un altro vino, che a fronte dei precedenti ci è sembrato più marmellatoso e convenzionale ed in effetti anche il ragazzo della “mescita” -perchè tale alla fine era- lo ha considerato fra i più internazionali e staccati dalla tipologia del vino Sassella. Peccato che non mi sono segnato il nome, tanto per ricordarmi di … evitare di prenderlo.
Abbiamo assaggiato infine, in compagnia dei produttori che sichiamano Davide Fasolini e Pierpaolo di Franco detto Birba, i vini DiRupi.
Innanzitutto Olè Nebbiolo, vino semplice e diretto, molto franco fra l’altro non è passato in legno. Un vino proprio gradevole e beverino, che berrei a secchi. Il Riserva è un bel vino del 2008, passa in legno grande e ne porta i ricordi.
Poi il loro supervino, coltivato con le vigne migliori nei terreni meglio orientati. Non è stato il mio preferito e mi dispiaceva un po’ dirlo al produttore mentre era presente: ho gradito di più la semplicità dell’Olè, che questa pesantezza del riservona.
Spero che il produttore non si offenda se non apprezzo il loro migliore sforzo. Diciamo che per farmi perdonare ho messo in apertura la sua foto con la bottiglia in mano.

La visita ai vini lombardi è proseguita in un altro ambito: abbiamo provato a caso, trovando un vino καλος il Calepino, una delle esperienze più tristi del vinitaly: il tizio, o anche “il cialtrone” non so come chiamarlo ci ha fatto assaggiare da un bicchiere solo, nota che eravamo in tre!, guardandoci storto mentre bevevamo, e senza alcuna informazione sul vino che stavamo bevendo! Ci ha detto che era un cabernet sauvignon, cosa a cui a occhio eravamo arrivati più o meno anche da soli.
Niente più che un vino internazionale, neanche malaccio, ma l’insieme non ci è piaciuto.

Siro Buzzetti, quello dei Terrazzi Alti Sassella mi è sembrato una persona così gradevole che gli voglio dedicare un post apposito.

Direi che può bastare, un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 20:48 | link | commenti 

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