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VINADEA

novembre 30, 2011

SABATO, 23 LUGLIO 2011

UNA BELLA IDEA
6 luglio 2011

Non ero mai stato a Chateauneuf du Pape, e se è per questo nemmeno in Francia a cercare vino. La mia conoscenza della Francia si ferma a …  Michel Platini e a qualche viaggio a Parigi, ma la Provenza è tutta un’altra cosa.
Non conosco il francese e non avevo idea di come sarebbe andata con l’inglese nelle cantine.
Per questo ho investito tanto sulla preparazione del viaggio, chiedendo consigli su internet  e scaricandomi gli indirizzi dai siti delle cantine che mi sembravano fare al mio caso, in maniera un po’ cinofallica a dire il vero.
Poi, fra queste ricerche mi sono imbattuto in Mike Tommasi il quale mi ha mandato il recapito telefonico di Michel Blanc, direttore della federazione dei produttori di Chateauneuf.
ho chiamato questo sig. Blanc e gli ho lasciato un messaggio in segreteria; sorpresa: di lì a poco mi ha richiamato, ma non lui bensì una graziosa voce femminile che parlava italiano, che fortuna !
Mi ha proposto di vederci alla Vinadea e ci siamo accordati. Ecco il  posto:http://www.chateauneuf.com/boutique/index.html potete vederlo anche voi.

Insomma è un’idea semplice che però in Italia non si usa molto, forse ci sono problemi legislatvi.
Si tratta di un locale arredato con cura e con gusto in cui si abbina la degustazione dei vini esposti e si può anche comperare vini diversi.
La Vinadea a quanto ho capito, ha solamente (ma basta e avanza) Chateauneuf du Pape.
La signorina che ci ha accolto parlava un bell’italiano ci ha detto che da piccola ha passato molti anni in Italia; tuttavia, anche se indubbiamente di bell’aspetto, non era molto esperta; a questo però si è sopperito facilmente: la sua collega spiegava il vino e lei traduceva tutto.
Abbiamo assaggiato due vini bianchi e tre o quattro rossi, tutti molto buoni e molto francesi.: Il Chateauneuf è un gran vino tosto ed elegante, concentrato e dal bel colore profondo, ma anche amichevole e conciliante all’assaggio, un vino “facile” morbido e rotondo nel suo complesso, con i tannini che non sono mai realmente aggressivi, per quanto questa caratteristica ovviamente sia più frequente nei vini attempati, mentre in quelli giovani il tannino si sente (eccome talvolta). Un vino più di sapori che di profumi, ed i sapori sono quelli dei frutti di bosco, qualche volta di marnmellata, ma non è il tipico vino marmellatoso, anzi si fa apprezzare proprio perchè non è mai stucchevole.
Due parole sul Chateauneuf du Pape posso dirle, perchè la signorina mi ha dato un bellissimo stampato con indicato tutto quello che serve sapere su questo vino: la zona di produzione è nel sud della Francia, tra Orange ed Avignone  e si estende su cinque comuni: Cheateauneuf du Pape, Orange, Courthezon Bèdarrides e Sorgues nella valle del Rodano:  la cartina qui sotto (presa dal sito http://www.diwinetaste.com) riporta le zone di produzione della valle del Rodano e Chateauneuf du Pape è quella parte in rosso. Tenetevi in mente anche Gigondas e Vacqueyras di cui parlerò nei prossimi post.

La Valle del Rodano
Vengono prodotti da 100.000 a 105.000 ettolitri in media ogni anno, con 13.750.000 bottiglie vendute ogni anno.
Questo è un vino che può presentarsi sia come bianco che come rosso, e i vitigni ammessi sono questi: per i rossi Grenache Noir, Syrah, Mourvèdre, Cinsault, Terret Noir, Counoise, Vaccarèse e Muscardin,  mentre le uve bianche sono Clairette, Picardan, Roussane, Picpoul,  Bourboulenc; tuttavia solitamente i più usati sono il Grenache, che fa solitamente la parte del leone nel Chateauneuf du Pape, da solo o anche come un misto di Grenache, Mourvèdre, Sirah, Counoise, e Cinsault o gli altri vitigni minori. Debbo dire che pronunziati dai francesi questi nomi di vitigni sono letteralmente una poesia.

Però la bella idea della Vinadea consiste nell’aver unito l’approccio a questo vino in modo unitario, la degustazione di molte e diverse etichette (mi pare che abbiano circa 150 bottiglie differenti, o forse 200, abbiate pazienza la memoria è quella che è) e la possibilità di acquistare il vino, il tutto in un ambiente pulito ed elegante, adatto per queste cose.
Le bottiglie sono esposte nella classiche cassette di legno, ed i prezzi sono della fascia media: si va da 15 ai 50 €, salvo qualche bottiglia speciale a cui però non ero interessato.

In Italia questa cosa non c’è o quantomeno io non l’ho vista.  Per dire, l’anno scorso sono tornato a Bolgheri, ma nemmeno lì c’è la possibilità di assaggiare molti vini e poi comperarne qualcuno. Qui a Trento c’è Palazzo Roccabruna Enoteca Provinciale del Trentinohttp://www.enotecadeltrentino.it/HomePage/VinoTrentino.htmx  però è un modello diverso, istituzionale e comunque le degustazioni di vino le devi pagare.
Alla Vinadea invece non ho pagato niente, ho potuto fare una degustazione molto piacevole, la signorina è stata con me per tutto il tempo necessario, affiancata dalla sua esperta collega francese. Poi alla fine ho acquistato otto bottiglie diverse spendendo un bel gruzzoletto. E mi sono comperato anche il grembiule con lo stemma del Chateauneuf.
Magari non gli va sempre bene: mentre stavo lì io, è entrato un gruppone di turisti di mezza età, guidati dallo stesso Michel Blanc, hanno degustato in una bella saletta attigua e nessuno di loro ha comperato una bottiglia. Però invece sia io che il mio amico abbiamo investito un centinaio di € in vino di Chateauneuf du Pape e siamo usciti belli contenti in un paese che ci ha poi ulteriormente affascinati: ma questa è una storia diversa, che leggerete nel prossimo post.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 17:49 | link | commenti 

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