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VINI VERI (E GLI ALTRI SONO FALSI?)

novembre 30, 2011

LUNEDÌ, 07 NOVEMBRE 2011

DEL RONCHEDONE E DEI VINI FALSI

Mi sono un po’ rotto le scatole di continuare ad imbattermi in siti che parlano di vini bio-qualcosa.
Questi vini secondo me sono ampiamente più disonesti degli altri.
Bottiglia di RonchedoneL’occasione mi viene dal fatto di aver assaggiato ieri un vino di una Cantina di Lugana: la cantina è la Cà dei Frati, ed il vino è il Ronchedone.
Dunque questo sarebbe un vino che secondo i gusti ormai imperanti, quantomeno fra coloro che leggono e scrivono su siti internet, è pessimo … perchè è buono: è polputo e fruttato, ha un buon equilibrio, un buon finale, si distinguono le note di frutta ed i sentori terziari, inoltre un po’ di tannicità ben equilibrata.
Solo al naso ha qualche stranezza, un po’ di odori di legno, ma in bocca è bello ed in equilibrio.

Solo che non è sostenuto da nessun sito fichissimo e non fa parte di quelli che per farsi notare debbono riunirsi in un manipolo di persone tutte uguali, naturalmente opposti ad altri gruppetti che sono uguali a loro ma un po’ meno puri (e come dice il proverbio della politica, c’è sempre il rischio di trovare uno più puro che ti epura).
Insomma questo vino ha il torto di essere piacevole, di non richiedere una laurea per sapere con quali lieviti è stato fatto, di non obbligarti a cercare se più biologico o più biodinamico di altri, insomma un vino semplice, bevibile e buono che si è accompagnato senza sopraffarlo ad un semplice piatto di spaghetti.
Ma è un vino che non sarà mai recensito da nessun blog … eccettuato questo che è un blog un po di serie C (o B, ad essere larghi di manica).

Ma sono sicuro che il produttore, se fosse messo a confronto con produttori biologici farebbe una cattiva figura, o quantomeno sarebbe obbligato a spiegare, argomentare e in fondo a “giustificarsi”. Perchè, ahimè, il messaggio che passa è che se ci sono i Vini veri, qualcun altro che fa vino e non fa parte di associazioni come queste cosa può fare: ma è logico, i Vini falsi …( ?) Che se non fai un vino biologico vuol dire che sei un untore che appesta l’ambiente. Che se non fai un vino biodinamico allora vuol dire che stai facendo violenza alla madre terra.

Insomma, questa congerie di vini biologici e simili mi fa venire in mente la posizione un po’ stolta (posso dirlo) di chi pensa che le cose si risolvono da sole, che la ricerca scientifica è un male e comunque non serve, che la natura provvede da sola eccetera.
Se la natura provvedesse davvero da sola, basta lasciare che essa faccia veramente il suo corso, compresa la fillossera per fare una provocazione, e poi vediamo chi ride, e soprattutto come si farà alla fine a fare il vino.

Concludo: io non ce l’ho con nessuno e bevo tutti i tipi di vino, ed ho apprezzato molti vini “naturali”, ma voglio contestare l’idea di superiorità autoattribuita, con la complicità di tutta una serie di comunicatori di diverso tipo, che solo un vino autoqualificatosi come biologico o simile sia di per se stesso meglio di qualsiasi altro buon vino.
Una volta che il vino rispetta la legge, dove riposano queste distinzioni?

W il Ronchedone, e viva tutti i suoi amici vini bevibili e divertenti e che ti fanno passare belle serate senza starci a pensare troppo su.

Un saluto, più polemico del solito, dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 20:40 | link | commenti (2)

2 commenti leave one →
  1. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:19 am

    08 Novembre 2011 – 00:01

    Che dire, Giorgio, per quel che può valere la mia opinione, io sono perfettamente d’accordo con te.
    Ho iniziato a conoscere il vino assaggiando le etichette più commerciali, se pur di alto livello, e mi sembrava di degustare il massimo grado della produzione enologica. Poi ho conosciuto i vini naturali, e mi sono reso conto della differenza tra i due modi di fare il vino, tra i due mondi completamente diversi. Tra questi ho trovato vini fantastici, come ad esempio dei bianchi di dieci o vent’anni, cosa che non sempre si trova nelle etichette diciamo più industriali.
    Diciamo che probabilmente questi ultimi seguono forse un po’ troppo le mode del gusto, indirizzate da critici e winemaker forse un po’ troppo vicini alle aziende che vendono fitofarmaci, lieviti e correttori di acidità. Queste sono le storture del mercato, e immagino ne esistano anche tra chi produce vini naturali o biologici, ed anche biodinamici.
    Ma, d’altro canto, non possiamo, e nemmeno dobbiamo, bere ogni volta il vino da far strabuzzare gli occhi, da far canare le papille, da far titillare le narici. Non si può ogni volta che si riempie un calice, dover farci su una lezione di filosofia.
    Non possiamo sempre cercare l’abbinamento col cibo giusto e provare se sia meglio il pepe bianco o quello rosa.
    Spesso, come dici tu, abbiamo voglia anche solamente di un semplice e buon bicchiere di vino.
    Un caro saluto

    Rolando

  2. Admin permalink
    dicembre 1, 2011 7:19 am

    08 Novembre 2011 – 07:47

    E’ che sta montando una vera mania per questi vini naturali, alcuni dei quali effettivamente, come tu correttamente ricordi, sono veramente superlativi: ma voglio poter pensare che sono buoni in quanto vini e non in quanto naturali, se riesco a spiegarmi.

    PS complimenti per il nuovo template del tuo sito, è veramente molto più bello di prima, pur avendo conservato con attenzione gli elementi di continuità col precedente ad esempio la continuità cromatica sostanziale.

    Giorgio – PO

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