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VINO CONTADINO

novembre 30, 2011

SABATO, 21 MAGGIO 2011

“IL PEGGIOR VINO CONTADINO
E’ MEGLIO DEL MIGLIOR VINO INDUSTRIALE”
MOSCATO SECCO DEL MICHELE – APRILE 2011

La frase che dà il titolo a questo blog è una citazione famosissima e mitica di Luigi Veronelli; ovviamente solo un outsider come me può permettersi di dire che per certi versi è superata: o quantomeno non si attaglia al vino che voglio commentare stavolta.
Michele è un amico di uno dei coautori di questo blog, il Μεγας λογοτητας (Grande Logoteta).
Coltiva l’uva per conferirla ad una grande cantina, ma un poca la vinifica personalmente: questa piccola premessa per dire che una sera a cena, per la precisone durante la preparazione della cena, è comparso in tavola questo  moscato bianco (o giallo) in una bottiglia trasparente e senza etichetta. Come vino il moscato può essere vinificato sia secco che amabile, in entrambi i casi ha un aroma caratteristico e a seconda della qualità del vino può essere abboccato e piacevole o piatto e stucchevolissimo.
Questa bottiglia era invece del tutto particolare, perchè il descrittore specifico del moscato sembrava come in seconda linea, sopravanzato da un sapore cinerino che lo ha reso al contempo unico e godibilissimo; così il vino diventava un vero vino secco, di corpo e sapido, importante senza alcuna pesantezza.

Insomma, rispetto al mitico aformisma di Veronelli, se i contadini producono vini come questi si può ampliare la bipartizione: come minimo ci sono i vini industriali, i vini artigianali fatti da cantine piccole (e solitamente molto redditive, almeno a guardare da come si presentano) e i vini del contadino vero, che li fa per provare, senza la velleità di produrre il vino per venderlo, al massimo per regalarlo.

Qui ne è venuto fuori un vino che ha lasciato davvero di stucco: non perchè fosse un moscato stucchevole (il gioco di parole è naturalmente volontario) ma al contrario si trattava di un vino pulito, senza andare alla ricerca di niente, nè di un equilibrio particolare, nè di un descrittore specifico. Nonostante questo, o forse proprio per questo, ne è venuto fuori un vino che mi ricordo ancora benchè siano passate già qualche settimana da quando l’ho bevuto.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Postato da: arneis a 18:11 | link | commenti 

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