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VINO E CACCIATORI 2

novembre 30, 2011

MARTEDÌ, 21 DICEMBRE 2010

VINO E CACCIATORI PER IL SECONDO ANNO
16 DICEMBRE 2010

Dunque rieccoci. Per la seconda volta ( il post della volta precedente è quihttp://osservatoriodelvino.splinder.com/post/22438286/vino-e-cacciatori) sono stato invitato, e sono andato ben volentieri alla cena dei cacciatori, dove chi non porta da mangiare porta da bere. L’ordine di scuderia è di non portare vino che non vale la pena, e nessuno ha interesse ad assaggiare il novello.
E’ andata a finire così che abbiamo bevuto:
Spumante Maso Nero Rosè – Zeni sboccatura del 2010
Chateau Greysac 2007
Chateau Haut-Beausèjour 2004
Barolo Benevelli 2005
Barbaresco Serragrilli 2006
Piaggia Carmignano 2005
Amarone Villa Arvedi 2006
Dom Perignon Vintage 1999
Vino Santo Puro – Cantina di Toblino 1998.

Vale la pena spendere due parole solo sui vini che non sono mai comparsi nel blog.

Il Maso Nero Rosè Zeni è una autentica primizia, recuperato grazie all’amicizia di uno dei commensali con il produttore infatti è del 2010. Uno spumante notevole, cremoso e gentile, di un colore buccia di cipolla con sentori loreali. Incredibilmente, a meno che non ci siamo fatti fuorviare dal colore, uno ha detto che assomiglia al Vino Graminè di Longariva, mah … però sarebbe divertente

Il Chateau Greysac si è difeso benissimo: è un bordolese del Mèdoc, didascalico, proprio quello che ti aspetti da questo tipo di vino. Abbiamo notato, non con sorpresa ma come una riconferma, che rispetto ai nostri bordolesi trentini, non punta affatto sulla opulenza dei profumi e degli aromi; è una tipologia di vino molto forte ed austera, tannico al punto giusto, con un finale lungo e sostenuto sapori vinosi e poi quelli classici bordolesi tututavia gradevoli e smorzati, intendo erbaceo ma poco e peperone debole.

IL Chateau Haut-Beauséjour uno dei migliori vini della serata. La famiglia è dei bordolesi, anche questo, ma a causa del fatto di essere più vecchio è apparso molto più composto rispetto al precedente, con i tannini più rotondi e più addolciti. Più percepibili odori di frutta rossa e più percepibili gli aromi di frutta in bocca. Mai marmellata e nessun sentore erbaceo, un vino moderno e pronto, rispetto al quale il precedente Greysac appariva come più spigoloso e tannico.

Il Barolo Benevelli è la migliore bottiglia finora bevuta delle 6 che avevo acquistato direttamente dal cantiniere conosciuto due anni fa al Vinitaly. Scorrendo il blog da qualche parte trovate il commento.

Il Piaggia Carmignano vira su una tipologia di vino completamente diverso; non l’avevo mai bevuto. Si internet ho trovato che si tratta di è un uvaggio con 70 % sangiovese poi merlot  e cabernet. Il sangiovese si sente infatti l’ho battezzato come un vino toscano al primo assaggio.
A questo punto della serata però ero piuttosto in difficoltà, anche perchè non si trattava di una degustazione ma di una cena. Comunque il vino aveva un aspetto rosso nerastro, ed anche il sentore pareva di inchiostro, piuttosto tannico, vinoso e forte, ma tutto era ormai annegato in un blob inestricabile.

Il successivo amarone non l’ho nemmeno assaggiato, saltandolo a piè pari: peccato perchè l’amarone è nelle mie corde, ma a quel punto lì sarebbe stato inutile e pericoloso per il mio tomaco.

Passata circa mezz’oretta, mi sono arrischiato a bere il Dom Perignon Vintage del 1999: una vera poesia di sentori floreali, finissimo: la descrizione sul biglietto era semplicemente sontuosa: inutile che provi a ripeterla qui, anche perchè c’era un bel po’ di prosopopea: tuttavia molte cose corrispondevano effettivamente.

IL Vino Santo di Toblino è un classico, bellissimo colore giallo oro; è un vino denso, da intenditori: la muffa nobile si fa sentire eccome, i sapori sono di miele fortissimo, e qualche nota agrumata. Un vino spettacolo che ha accompagnato alla perfezione anche un dolce semplice come è un pandoro.

Non so quanto costano i vini, credo che si aggirino intorno ai 30 € (salvo alcuni ed il Dom Perignon) e tutti si meritano ampiamente di essere ricomprati.

Insomma con tutto il dispiacere per gli animaletti morti, ma i vini erano tutti superlativi.

Un saluto dal primo oratore.

Postato da: arneis a 20:58 | link | commenti 

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